Agrofarmaci

Fitofarmaci, ok all’uso d’emergenza per salvare riso, orticole e melone 

21/04/2017 

Sono state accolte le istanze presentate da Coldiretti per l’uso di Pretilachlor e Dimetil disolfuro (DMDS) rispettivamente su riso e su alcune orticole (pomodoro, melanzana, peperone, cetriolo,  zucchino, lattuga e melone). Il Ministero della Salute ha autorizzato, per 120 giorni, l’uso d’emergenza su riso della  sostanza attiva Pretilachlor (nome del formulato RIFIT 500 EC) con riferimento al periodo 1° aprile – 30 luglio 2017, al fine di combattere le infestanti Alisma spp., Schoenoplectus mucronatus, Cyperus difformis, giavoni (Echinochloa spp.), Heteranthera limosa e Heteranthera reniformis, Ammannia spp. L’uso del prodotto è comunque vietato nelle zone SIC e ZPS della Rete Natura 2000.

Al momento il riso è una coltura per le quali mancano sostanze attive registrate per la lotta a diverse avversità e, quindi, è molto importante la decisione assunta dal Ministero della salute di autorizzare tale prodotto.  Il riso italiano vanta un primato qualitativo nel mondo, che dipende dalla vocazione dei nostri territori a tale coltura e dalla ricerca scientifica svolta negli anni dagli istituti italiani, in particolare, dal  Centro Ricerche sul Riso in vista del miglioramento varietale e dei mezzi di produzione (acqua, concimi, antiparassitari, etc.), della mitigazione dell’impatto ambientale delle pratiche risicole, della valorizzazione della fertilità dei suoli ed il miglioramento della salubrità del prodotto.

Con l’Italia che ha il primato europeo per la produzione di riso risulta importante tutelare e difendere  la competitività di una coltura che ha un ruolo chiave nell’economia e nella conservazione di vaste aree del territorio anche sotto il profilo della biodiversità visto che le risaie sono fondamentali per la sopravvivenza di molte specie ed organismi. In particolare, il riso migliora sensibilmente la sostenibilità ambientale e ha un’importanza fondamentale per il mantenimento di alcuni ecosistemi, per la qualità delle acque, la lotta contro la salinizzazione dei terreni e per la difesa della biodiversità. Il valore ecologico e naturalistico delle risaie è, inoltre, funzionale alla struttura e gestione dei campi, del paesaggio e della rete idrica associati.

Per quanto concerne, invece il Dimetil disolfuro, si tratta di un fumigante di origine naturale per la lotta ai nematodi che è in attesa di essere definitivamente autorizzato da Bruxelles e che costituisce una novità rilevante nel contesto della fumigazione in virtù della sua elevata efficacia e del fatto che non presenta problemi di tossicità per la salute umana e l’ambiente in quanto non lascia residui. Si tratta, quindi, di una molecola rispondente ai nuovi criteri di sostenibilità richiesti dalla legislazione comunitaria per le sostanze attive impiegate per la produzione di fitofarmaci. 
Il Ministero della Salute ha autorizzato, anche qui per 120 giorni, l’uso d’emergenza della sostanza attiva (nome del formulato Accolade 94 EC 2017) su pomodoro, melanzana, peperone, cetriolo e zucchino dal 1 Luglio al 28 Ottobre 2017; su  lattuga e melone dal 1 Settembre al 29 Dicembre 2017.  

Il Dimetil disolfuro è stato sperimentato ed accompagnato da iniziative di formazione degli agricoltori al fine di garantire un impiego responsabile del prodotto a tutela degli operatori, dei residenti e dell’ambiente in quanto l’applicazione è previsto che venga eseguita da applicatori professionali autorizzati ed è obbligatoria la copertura preventiva del terreno fumigato con film plastici “barriera” in grado di contrastare la dispersione del gas nell’ambiente. Per tale fumigante è inoltre disponibile anche un tipo di film “barriera” altamente impermeabile al gas e compatibile con il polietilene in fase di riciclaggio.

Questo approccio ha trovato sostegno da parte degli applicatori e degli agricoltori, che si sono resi disponibili ad effettuare il nuovo tipo di fumigazione condotta in modo attento alla prevenzione di eventuali effetti negativi sulla salute tramite l’impiego di alcuni dispositivi specifici di protezione. Gli agricoltori hanno progressivamente condiviso la strategia adottata, coscienti del vantaggio che stavano traendo dalla possibilità di poter effettuare la lotta ai nematodi con una sostanza a basso impatto ambientale. Il prodotto è stato sperimentato nelle principali regioni interessate dalla problematica dei nematodi galligeni per il periodo e le colture riportate in etichetta (Sicilia, Calabria, Campania e Lazio).

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