Agrofarmaci

Macchine irroratrici per i trattamenti fitosanitari, tutte a norma entro il 26 novembre 2016 

22/01/2016 

L’obiettivo del  Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari di applicazione della direttiva europea 2009/128/CE è quello di ridurre l’impatto dei fitofarmaci e i rischi connessi al loro uso, garantendo una messa a punto anche delle macchine irroratrici con cui avvengono i trattamenti fitosanitari.

La verifica dell’efficienza delle singole parti meccaniche (controllo funzionale) è infatti presupposto essenziale per una corretta distribuzione del prodotto, poiché ne riduce lo spreco e la dispersione nell’ambiente. Altro elemento di grande rilevanza è la taratura (ovvero la regolazione) che individua le modalità di utilizzo più adeguate alle specifiche realtà aziendali (come le forme di allevamento e il tipo di impianti).

Sul sito dell’Enama è possibile sapere quale è il centro prova più vicino alla sede dell’azienda e l’elenco dei tecnici abilitati al controllo funzionale ed è possibile scaricare tutte le pubblicazioni realizzate per comprendere quali siano i vantaggi per l’agricoltore connessi al rispetto di tali obblighi. Nonostante le ripetute richieste di Coldiretti, non si è ancora proceduto all’elaborazione di un tariffario nazionale relativamente al costo del servizio prestato dai centri prova.
 
Tuttavia con l’entrata in vigore della nuova normativa, verranno ridefinite le tariffe, differenziandole sia per tipologia di irroratrice che di operazione. Con l’applicazione del Pan, tutte le tipologie di irroratrici in uso sul territorio nazionale dovranno essere sottoposte a controllo funzionale almeno una volta entro il 26 novembre 2016 e successivamente con una periodicità di 5 anni fino al 2020 e non superiore a 3 anni dal 2021. È prevista una deroga nei tempi e nella cadenza per alcune tipologie e l’esonero per alcune attrezzature portatili.

Per i contoterzisti,  il primo controllo era previsto già entro il 26 novembre 2014 e un intervallo tra i controlli successivi di 2 anni; per le attrezzature nuove acquistate dopo il 26 novembre 2011 il primo controllo dovrà essere effettuato entro 5 anni dalla data di acquisto. Sono validi i controlli eseguiti dopo il 26 novembre 2011 se effettuati da Centri prova già riconosciuti.

Il Pan definisce inoltre all’allegato II, le componenti oggetto del controllo funzionale, le modalità di esecuzione ed i requisiti di funzionalità che devono essere raggiunti. I livelli di regolazione delle macchine irroratrici sono due.

Il primo è la regolazione o manutenzione periodica delle attrezzature eseguita dagli utenti ed è un adempimento obbligatorio,  con registrazione dei volumi utilizzati per ciascuna coltura e della data di esecuzione delle verifiche. Il secondo adempimento è volontario e consiste nella regolazione strumentale, sostitutiva della precedente ed eseguita presso sedi autorizzate tramite idonei banchi prova, con rilascio al proprietario dell’irroratrice di un documento di validità quinquennale. Questo secondo tipo di
regolazione in alcune regioni come l’Emilia Romagna, è stato reso obbligatorio per le aziende che applicano i disciplinari di produzione integrata e per le produzioni biologiche. È previsto, inoltre, il mutuo riconoscimento dei controlli eseguiti sul territorio nazionale e su quello degli Stati membri. I Centri prova devono essere autorizzati dalle Regioni e dalle Province autonome e devono avvalersi di tecnici abilitati con le modalità di formazione definite dal Pan (allegato IV).

Le Regioni e le Province autonome hanno la facoltà di esonerare i Centri già riconosciuti dalla presentazione della richiesta di autorizzazione, se questi dispongono di attrezzature conformi all’allegato III. Anche i tecnici già operanti presso gli stessi Centri possono essere esentati dall’obbligo di frequenza ai corsi e dall’esame finale, se già in possesso di abilitazione riconosciuta dalle autorità competenti.

Per verificare la corretta gestione della documentazione ed il rispetto dei protocolli di prova, le Regioni e le Province autonome svolgono inoltre attività di controllo periodico sui Centri prova con cadenze differenziate a seconda del volume di collaudi annuali. I dati relativi alle verifiche dovranno essere raccolti in un archivio territoriale ed inviati periodicamente ad un database nazionale secondo modalità definite dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

In occasione di un recente incontro avvenuto presso il Ministero delle Politiche Agricole è stato rivolto a tutte le Regioni, l’invito a mettere a punto un insieme di iniziative per garantire il controllo di tutte le macchine irroratrici ed è stato proposto di avviare un censimento delle stesse che andrebbe effettuato al momento della presentazione, da parte dell’agricoltore, della domanda per il percepimento degli aiuti della Pac. Le Regioni dovrebbero attivarsi per garantire  la programmazione dei controlli, coinvolgendo i Centri già autorizzati per verificarne l’operatività e valutare la possibilità di incrementarne l’attività; l’informazione attraverso le associazioni di categoria; la formazione di nuovi tecnici e la valutazione della necessità di autorizzare nuove strutture per far fronte alla richiesta degli utenti.

Il controllo e taratura delle irroratrici, sebbene rappresenti un ulteriore adempimento in capo alle imprese agricole costituisce anche   un elemento essenziale per evitare inutili sprechi di prodotti fitosanitari in quanto assicura un’effettiva efficacia ed ottimizzazione dei trattamenti, perseguendo anche obiettivi di risparmio economico,  per ottenere produzioni di elevato valore qualitativo con un ridotto impatto ambientale.

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