Agrofarmaci

Riso biologico, autorizzato lo zolfo per la lotta al Brusone 

19/05/2017 

Il Ministero della Salute, accogliendo l’istanza presentata da Coldiretti,  ha approvato l’uso d’emergenza dello zolfo (nome del formulato commerciale Thiopron) per la difesa del riso biologico contro il Brusone. I trattamenti possono essere effettuati per 120 giorni dall’8 maggio al 4 settembre 2017.
 
Studi sperimentali hanno, infatti,  dimostrato l’efficacia della sostanza attiva zolfo formulata secondo un’esclusiva tecnologia, attualmente autorizzato su altre colture contro un diverso patogeno. In diverse verifiche sperimentali, effettuate nel 2014 e nel 2015,  lo zolfo ha dimostrato di poter contribuire efficacemente anche al controllo del Brusone da Pyricularia.

In agricoltura biologica, lo zolfo che rientra fra i formulati elencati sul sito Sian relativo ai prodotti “bio”, può essere impiegato con successo da solo, in combinazione con altre misure atte a ridurre la pressione del patogeno quali una adeguata scelta varietale, una appropriata fertilizzazione, ecc...

Nelle strategie di difesa integrata esso può invece essere associato /alternato in maniera egregia con gli altri fungicidi autorizzati, potenziandone l’azione e svolgendo anche una funzione preventiva nei confronti dei sempre possibili fenomeni di resistenza (ricordiamo che lo zolfo è un principio attivo ad azione multisito).

I dati a supporto di una registrazione definitiva dello zolfo per la difesa dal Brusone da Pyricularia sono disponibili, ma purtroppo le procedure amministrative legate alla ritardata valutazione dell’Allegato III del regolamento da parte delle Autorità competenti, hanno impedito fino ad ora la presentazione degli stessi, di qui, la necessità di ricorrere all’uso d’emergenza.

Inoltre,  lo zolfo è considerato dalle Autorità Ue una sostanza estremamente sicura tanto da non prevedere neppure specifiche limitazioni quali la definizione di un LMR. Infatti, il Reg. 396/2005 prevede una lista positiva di sostanze per le quali, causa la loro comprovata innocuità, non è necessario fissare un limite massimo di residui sulle derrate. Tale lista, definita Allegato IV, è stata aggiornata per la prima volta nel 2008 e, attualmente, conta 53 sostanze tra le quali lo zolfo.

Le dosi del prodotto  sono di 4-8 L./ha per 300-500 litri d'acqua/ha. Sono previste  2 - 3 applicazioni nella fase compresa tra la formazione del panicolo (BCCH30) e lo sviluppo delle cariossidi (BBCH77) in funzione del ciclo epidemiologico del patogeno. Il prodotto può essere usato da solo o in miscela con altri fungicidi.

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