Aria

Quali regole si applicano agli allevamenti? 

In materia di allevamenti, si rammenta come la parte I dell’allegato IV alla parte V del d.lgs. n. 152/2006, prevedesse, prima delle recenti modifiche, per usufruire delle semplificazioni di cui all’articolo 272, comma 1 (comunicazione eventuale), un sistema che si fondava sull’indicazione di specifiche quantità – espresse in peso vivo medio (t) per anno – per categorie di animali allevate, per ciascuna delle quali vi fosse la disponibilità di almeno un ettaro di terreno, sul quale l’utilizzazione agronomica degli effluenti fosse effettuata in base a quanto previsto dall’articolo 112, comma 2, del medesimo decreto.
Con le modifiche introdotte dal d.lgs. n. 128/2010, invece, si opta per un parametro espresso in numero di capi (per categoria animale) potenzialmente presenti in allevamenti effettuati in ambienti confinati, a cui spesso è correlato, per singola categoria, un valore espresso in termini di peso medio vivo. Simili disposizioni vengono inserite anche nella parte II dell’allegato V alla parte V del d.lgs. n. 152/2006, funzionale a beneficiare della semplificazione di cui all’articolo 272, comma 2 (autorizzazione generale). Anche in tale sede sono state inserite soglie numeriche espresse in numero di capi (per categorie animale) potenzialmente presenti in ambiente confinato, che variano da una soglia minima (corrispondente alla tabella di cui alla parte I) ad una massima, la quale non supera, ove presente, il limite stabilito dalla direttiva 2008/1/CE del 15 gennaio 2008 sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (ossia, 40 000 posti pollame; 2 000 posti suini da produzione (di oltre 30 kg); o 750 posti scrofe). Per visualizzare le soglie numeriche previste  clicca qui
Gli allevamenti condotti in ambienti non confinati ricadono, invece, tutti nel regime di comunicazione eventuale.  Attualmente, dunque, gli allevamenti confinati che rispettano le soglie previste dall'allegato IV, possono beneficiare di entrambe le semplificazioni previste dall'ordinamento. Al superamento delle medesime, invece, a seconda della casistica, dovranno munirsi di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), che comprende anche le emissioni in atmosfera, oppure di autorizzazione ordinaria alle emissioni, di cui all'articolo 269 del d.lgs. n. 152/2006. Si fa notare che prima delle modifiche introdotte nel 2010, gli allevamenti muniti di terreno, che rispettavano i parametri indicati potevano beneficiare della sola semplificazione attinente al regime di comunicazione eventuale, dovendosi munire di autorizzazione generale o AIA in tutti gli altri casi.

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