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Caccia e fauna selvatica

Il risarcimento danni da fauna selvatica come aiuti di stato, interrogazione alla Camera 

09/03/2016 

L’on. Ermete Realacci alza il tiro sui risarcimenti dei danni da fauna selvatica e presenta un’interrogazione parlamentare al Ministro Martina chiedendo un’interpretazione ufficiale della legislazione vigente che chiarisca come il regolamento de minimis non si applichi in questo caso in quanto non si tratta di aiuti di stato.
Per chiarire la questione, Realacci ha presentato una interrogazione al ministro dell’Agricoltura evidenziando come tutto sia partito da una delibera di giunta della Regione Marche, con la quale è stato disposto che anche il risarcimento dei danni da fauna selvatica debba essere calcolato secondo il regime de minimis che prevede un massimo di aiuti di 15 mila euro in 3 anni.

La stessa soluzione è stata adottata anche dalla Regione Piemonte e non è escluso, ricorda l’Onorevole, che altre Regioni giungano ad adottare gli stessi provvedimenti. Inoltre, dal 1° gennaio 2015 l’amministrazione regionale marchigiana non sta più erogando alcun risarcimento, così come il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e quello del Gran Sasso Monti della Laga, per la mancata presentazione della domanda di indennizzo da parte delle aziende agro-zootecniche date le numerose difficoltà incontrate nel calcolo del rispetto del regime de minimis, ma anche in ragione della mancata funzionalità del registro nazionale degli aiuti di Stato presso il Ministero.

Si tratta di provvedimenti dunque che “oltre a danneggiare le aziende agricole rischiano di riaprire superate conflittualità tra le attività agro-silvo-pastorali e la tutela di specie protette. Tra l’altro, non trovano alcun fondamento nella normativa comunitaria”. L’Onorevole ha fatto anche presente la nota di Coldiretti, nella quale si afferma che gli aiuti de minimis nel settore agricolo non sono suscettibili di applicazione al caso dei danni da fauna selvatica trattandosi di fattispecie diversa da quelle identificate come aiuti di stato.

“Considerare i danni da fauna selvatica come aiuti di Stato è incomprensibile, dannoso e autolesionistico per l’economia delle aziende agro-zootecniche e per la stessa buona gestione e controllo delle specie faunistiche selvatiche e della tutela di quelle protette”.  Pertanto, nell’interrogazione si chiede al Ministro quali iniziative urgenti intenda assumere per chiarire la materia, stante il fatto che, secondo quanto sopra detto, il regime de minimis non va applicato agli indennizzi per danni da fauna selvatica.

Coldiretti si è fatta promotrice, infatti, delle istanze degli agricoltori che vedrebbero ingiustamente decurtati i propri risarcimenti a causa di un’interpretazione fuorviante della legislazione in materia di aiuti stato. Si tratta di danni che ammontano a più di 70 miliardi di Euro e di un fenomeno diffuso su tutto il territorio nazionale che sta creando oltretutto tensioni e conflitti in quanto la normativa nazionale ormai risalente agli anni ’90, non è più in grado di garantire gli agricoltori dalle perdite di reddito subite a causa delle incursioni della fauna selvatica negli allevamenti e nei terreni coltivati.

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