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Etica, Ambiente e Sostenibilità

Sistema di Qualità Nazionale di produzione integrata, approvate le linee guida 

10/12/2015 

Sono state approvate dall’ Organismo tecnico scientifico istituito presso il Ministero delle Politiche Agricole le linee guida nazionali di produzione integrata, che supportano il  Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata, previsto dall’articolo 2, comma 3, della legge 3 febbraio 2011, n. 4, recante “Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari”.

Prende avvio, così il sistema volontario al quale possono aderire le imprese agricole, finanziato attraverso le misure agroambientali dei Piani di Sviluppo Rurale, mentre la difesa integrata obbligatoria non è oggetto di aiuti specifici essendo cogente ed entrata in vigore per tutte le imprese agricole a partire dal 1° gennaio 2014.

Nell’ambito delle linee guida nazionali sono state ammesse, seppure con alcune limitazioni al numero dei trattamenti, le Sostanze Candidate alla Sostituzione, di cui al reg. CE 408/2015,  tra le quali ci sono prodotti importanti come il rame, usato anche in agricoltura biologica. In questi casi, l’Organo tecnico scientifico ha indicato, per ogni sostanza candidata alla sostituzione, la strategia complementare di difesa fitosanitaria al fine di evitare che la riduzione del numero dei trattamenti possa determinare l’inefficacia della lotta fitosanitaria alla specifica avversità.

Del resto, contrariamente a quanto potrebbe sembrare dalla terminologia usata, le Sostanze Candidate alla Sostituzione non sono destinate ad uscire immediatamente dal mercato perché problematiche, ma sono quelle che pur soddisfacendo gli attuali parametri comunitari di sicurezza per la salute umana e l’ambiente, presentano alcune caratteristiche non  completamente compatibili con le strategie comunitarie a lungo termine, che vedono un costante incremento del già notevole livello di protezione ambientale.

Tali sostanze sono, quindi, inserite in un meccanismo di sostituzione, che prevede la riduzione della durata di registrazione (da 10 anni a 7 anni) e la necessità di verificare, prima di concedere o rinnovare autorizzazioni di agrofarmaci contenenti candidati alla sostituzione, l’esistenza di molecole alternative a minor impatto ambientale e di pari efficacia. Una sostanza che, quindi, oggi, è inserita nell’elenco delle candidate alla sostituzione, al momento della sua revisione in sede comunitaria, potrebbe non esserlo più se supera la valutazione da parte dell’Efsain fase di nuova registrazione. 

Sulla base delle linee guida nazionali entro il prossimo 21 dicembre le Regioni dovranno inviare i disciplinari regionali. Il Sistema di Qualità Nazionale di produzione integrata sarà operativo dal mese di gennaio del prossimo anno. Le imprese agricole interessate potranno scegliere due percorsi: aderire al disciplinare di produzione regionale chiedendo anche che le produzioni ottenute siano contraddistinte dal marchio appositamente creato dal Ministero delle Politiche agricole ovvero aderire solo al disciplinare di produzione regionale senza richiedere il marchio di qualità.

Nel primo caso, il controllo ai fini dell’ottenimento della certificazione riguarderà tutte le fasi del ciclo produttivo inclusa la fase di post raccolta la conservazione e così via, mentre, nel secondo caso, il controllo rispetto all’osservanza del disciplinare riguarderà solo la fase di produzione in campo fino alla raccolta. E’ evidente che, nel primo caso, l’impresa sopporterà dei costi di certificazione più alti che dovrebbero essere compensati dal maggior valore di mercato del prodotto finale contraddistinto dall’apposito marchio.

L’Italia è l’unico paese dell’Ue che ha adottato per la produzione integrata un sistema a “doppio binario”: la produzione integrata obbligatoria, priva di aiuti da parte dei Piani di sviluppo rurale (Psr) e la produzione integrata volontaria, il Sistema di Qualità Nazionale appunto, oggetto di aiuti dei Psr nell’ambito delle misure agroambientali. Negli altri paesi europei, la Francia ad esempio, gli agricoltori che aderiscono alla produzione integrata obbligatoria ricevono comunque l’aiuto in base ai Pianise in aggiunta adottano delle pratiche agricole sostenibili (ad es. adozione di ugelli antideriva nelle macchine per l’irrorazione dei prodotti fitosanitari, osservanza delle buffer zone, e così via).

Quest’anno è il primo di avvio di tale sistema, per cui le linee guida nazionali che dovrebbero garantire l’armonizzazione dei disciplinari di produzione regionali potranno essere eventualmente modificate a settembre del prossimo anno, sulla base di eventuali specifiche difficoltà di attuazione che si saranno nel tempo eventualmente evidenziate.  I disciplinari di produzione regionali, elaborati sulla base delle linee guida nazionali, saranno sottoposti dall’Organo tecnico scientifico ad una valutazione di conformità prima di essere approvati. Il Ministero delle politiche agricole pubblicherà, a giorni, le linee guida nazionali sul sito: http://www.reterurale.it/produzioneintegrata.

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