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Valutazioni ambientali e autorizzazione unica

In quali casi attivita’ di interesse agricolo ricadono nel campo di applicazione della valutazione di impatto ambientale (VIA)? 

La valutazione di impatto ambientale (VIA), disciplinata dalla parte seconda del d.lgs. n. 152/2006, come modificato, è la valutazione ambientale che deve essere effettuata sui progetti ed ha la finalità di proteggere la salute umana, contribuire con un migliore ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento delle specie e conservare la capacità di riproduzione dell’ecosistema. A questo scopo, essa individua, descrive e valuta, in modo appropriato, per ciascun caso particolare e secondo quanto previsto, gli impatti diretti e indiretti di un progetto sui diversi fattori (l'uomo, la fauna e la flora; il suolo, l'acqua, l'aria e il clima; i beni materiali ed il patrimonio culturale; l'interazione tra tutti i fattori).
L’ambito di applicazione della VIA è determinato dal potenziale impatto significativo sull’ambiente e sul patrimonio culturale. L’articolo 7 dispone che devono essere sottoposti a tale procedura, in sede statale, i progetti indicati nell’allegato II e, in sede regionale, i progetti di cui agli allegati III e IV. Pare utile segnalare come gli allegati II e III, che elencano, rispettivamente, i progetti sottoposti a VIA di competenza statale e regionale, riguardino attività che, per dimensione e tipologia, non interessano, normalmente, le imprese agricole. Alcuni progetti relativi al settore agricolo risultano contemplati nell’allegato IV, che elenca i progetti sottoposti alla verifica di assoggettabilità (disciplinata dall’articolo 20), secondo le modalità stabilite dalle Regioni e dalle Province autonome. Riguardo il campo di applicazione della VIA è bene mettere in rilievo che per i progetti di cui agli Allegati III e IV, ricadenti all’interno di aree naturali protette, le soglie dimensionali, ove previste, sono ridotte del cinquanta per cento. A titolo esemplificativo, si ricorda che gli impianti per l’allevamento intensivo di pollame o di suini con più di: - 85000 posti per polli da ingrasso, 60000 posti per galline; - 3000 posti per suini da produzione (di oltre 30 kg) o - 900 posti per scrofe sono sottoposti a VIA regionale; il cambiamento di uso di aree non coltivate, semi-naturali o naturali per la loro coltivazione agraria intensiva con una superficie superiore a 10 ettari è sottoposto a verifica di assoggettabilità (screening) regionale e/o a VIA a seguito di tale verifica oppure laddove ricada anche parzialmente in aree protette (ex legge n, 394/1991); gli impianti per l’allevamento intensivo di animali il cui numero complessivo di capi sia maggiore di quello derivante dal seguente rapporto: 40 quintali di peso vivo di animali per ettaro di terreno funzionalmente asservito all’allevamento. Sono comunque esclusi, indifferentemente dalla localizzazione, gli allevamenti con numero di animali inferiore o uguale a: 1.000 avicoli, 800 cunicoli, 120 posti per suini da produzione (di oltre 30 kg) o 45 posti per scrofe, 300 ovicaprini, 50 posti bovini sono sottoposti a verifica di assoggettabilità (screening) regionale e/o a VIA a seguito di tale verifica oppure laddove ricadano anche parzialmente in aree protette (ex legge n, 394/1991).

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