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Ogm: Coldiretti e Task force chiedono l’impegno del parlamento europeo

07/05/2014

Impegno su scelte di libertà dagli Ogm e per un’Europa libera da Organismi geneticamente modificati. Questo l’oggetto della lettera di richiesta inoltrata ai candidati europei da Coldiretti e dalla Task Force Per un’Italia libera da Ogm, la coalizione composta da 41 organizzazioni appartenenti al mondo agricolo, ambientalista, cooperativo e consumeristico con l’obiettivo di agire per tutelare l’identità, la diversità e la specificità delle produzioni agroalimentari italiane dalla minaccia derivante dall’impiego di Ogm nell’alimentazione.

Nella lettera trasmessa ai canditati, Coldiretti e la Task force hanno chiesto di condividere le preoccupazioni sulle modalità e sulle procedure disposte dall’Unione per la gestione di una materia tanto delicata e complessa e di sostenere le azione a sostegno per un’agricoltura libera dal transgenico.

Al fine di contrastare l’agricoltura geneticamente modificata ed i gravi rischi che essa comporta per l’ambiente, la salute e l’economia, la Task Force rivendica l’applicazione del principio di precauzione, la cui centralità è stata di recente affermata dal Tar del Lazio con la sentenza che ha rigettato il ricorso proposto contro il decreto 12 luglio 2013 che vieta nel nostro Paese la semina del mais Mon810 geneticamente modificato.

E’ stato sottolineato che l’agricoltura italiana punta e investe sulla qualità e sulla sicurezza alimentare, riconosce la capacità delle imprese di sviluppare innovazione nel rispetto delle tradizioni e che un rifiuto netto deve esser opposto a tutto ciò che crea omologazione e che appiattisce l’originalità e la distintività delle produzioni nazionali.

Nella convinzione che solo un’agricoltura libera da Ogm possa assicurare il rispetto della biodiversità, produzioni di eccellenza e tutela della salute e dell’ambiente, è stato chiesto, quindi che il prossimo Parlamento europeo assicuri  l’apertura di un processo di rafforzamento delle valutazioni sui rischi derivanti dagli Ogm, una revisione degli strumenti giuridici attuali in materia di autorizzazione, l’assunzione di una posizione chiara ed univoca nel senso del riconoscimento, in capo agli Stati membri, del diritto di vietare le coltivazioni geneticamente modificate nei propri territori, al fine di tutelare la biodiversità, le produzioni biologiche, tradizionali e tipiche.

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