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Acque

Green Economy, verso una strategia nazionale per la gestione dell’acqua

24/07/2013

Proseguono gli incontri per la preparazione degli Stati generali della Green economy, che si terranno il 6 e il 7 novembre 2013 a Rimini. Il gruppo di lavoro sulle acque, istituito proprio quest’anno, si è riunito a Roma per discutere le quattro proposte dirette ad avviare una strategia nazionale per la gestione di una risorsa così preziosa.

Nel corso del dibattito è emerso che l’acqua, linfa vitale della green economy, è il fattore principale che contribuisce alla conservazione e allo sviluppo dei servizi ecosistemici. La crisi economica di questi anni non deve far abbassare i livelli di guardia contro il rischio di un generale indebolimento degli strumenti di azione a difesa delle acque. I momenti di crisi devono, invece, rappresentare l’occasione per migliorare l’efficienza negli usi, incrementare forme di sostegno ai finanziamenti, a tutela della qualità dei corpi idrici, evitando sprechi e inquinamenti, anche alla luce dei cambiamenti climatici in atto, che generano sfiducia e preoccupazioni nella collettività.

È stata ribadita la necessità di restituire centralità al concetto di acqua come bene comune, richiamando ad un serio e costante impegno di tutte le parti interessate ad un impiego efficiente delle risorse idriche. Si propongono, in primo luogo, interventi mirati, per garantire la piena attuazione delle direttive adottate in materia dall’Unione europea, ad esempio, avviando una meditata revisione normativa che assicuri l’operatività dei distretti idrografici, che consenta di procedere con la revisione dei piani di gestione, che definisca chiaramente i confini dei distretti. In secondo luogo, si invita ad uno sfruttamento razionale delle risorse finanziarie per migliorare la qualità dei corpi idrici superficiali e sotterranei e per garantire l’efficienza del servizio idrico integrato, anche attraverso il ricorso ai Fondi strutturali 2014-2020.

Occorre, a tal fine, prevedere un sistema di assegnazione delle risorse basato sulla premialità, sia nella realizzazione di nuovi impianti che nella manutenzione e potenziamento di quelli già esistenti. In terzo luogo, si presenta come prioritaria l’adozione, in chiave green, di provvedimenti specifici atti a migliorare le prestazioni ambientali del settore, ad esempio, orientando la progettazione e la gestione delle infrastrutture idriche in termini di efficienza anche energetica.

Le proposte prevedono, inoltre, un diretto coinvolgimento della collettività nelle iniziative a tutela delle acque, attraverso campagne di comunicazione, educazione e informazione, idonee a favorire la conoscenza delle attività compiute o da compiere sul territorio.

L’Assemblea ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Sottosegretario al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Erasmo D’Angelis, il quale ha rilevato la carenza di un idoneo modello infrastrutturale nel settore degli acquedotti e della depurazione, che causa ogni anno danni notevoli in termini economici nonché sprechi idrici considerevoli. Si auspica, pertanto, l’immediato intervento delle istituzioni per rimodulare la spesa pubblica in vista di opportuni investimenti nel settore, anche attraverso l’impiego di strumenti finanziari innovativi, come gli hydrobond.

L’attenzione per le infrastrutture, si è detto, deve riguardare anche il settore dell’agricoltura, ove si propone di innovare gli impianti di irrigazione per ridurre il consumo di acqua, ricorrendo ai c.d. micro-irrigatori; non bisogna, tuttavia, dimenticare che l’acqua in agricoltura, più che consumata, viene utilizzata per una produzione agroalimentare di qualità, viene distribuita e reimmessa in circolo attraverso la restituzione in falda e l’evaporazione. La previsione di ulteriori vincoli a carico degli agricoltori deve essere razionalmente valutata, per evitare che misure esageratamente restrittive provochino l’effetto di disincentivare gli investimenti nel settore.    

Ulteriori interventi sono, poi, seguiti, nella prospettiva, da un lato, di sollevare le criticità del sistema attuale e, dall’altro, di valorizzare iniziative locali apprezzabili, da seguire come esempio in altre realtà territoriali. Deve essere salutato con favore anche questo incontro, che contribuirà indubbiamente ad orientare le scelte dei vertici politici, sempre più sollecitati a sostenere uno sviluppo responsabile dell’economia in chiave green, per non dimenticare che ciò che ci riserva il futuro dipende anche da noi e dalle nostre azioni.

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