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Acque

Parlamento Ue: "Garantire acqua agli agricoltori e tariffe trasparenti"

10/07/2012

Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione non legislativa nella quale propone un piano per la salvaguardia delle risorse idriche. Si propone una tariffazione dei servizi idrici più trasparente, una migliore gestione delle acque reflue, bandiere blu per i fiumi, sistemi urgenti di conservazione dell’acqua per l'agricoltura ed un uso razionale della risorsa a fini energetici.

L'acqua è una risorsa condivisa e un bene pubblico e l'accesso all'acqua dovrebbe costituire un diritto universale e fondamentale, sostengono i parlamentari europei. Per i deputati, la riduzione del consumo di acqua dovrebbe essere una priorità, e insistono sulla necessità di effettuare un'analisi delle condizioni della rete idrica europea, "data la possibilità che fino al 70% dell'acqua fornita alle città europee può andare persa per via di fughe nel sistema idrico". Il Parlamento ha, inoltre, affermato che nell'Ue si perde all'incirca il 20% di acqua a causa dell'inefficienza nella gestione delle reti idriche.

Rispetto al rapporto tra uso delle risorse agricole ed esercizio dell’attività agricola, il Parlamento sottolinea che l’efficienza e la sostenibilità dell’acqua utilizzata dall’agricoltura può essere migliorata dall’introduzione di tecnologie e pratiche innovative. Occorre svolgere, inoltre, un’ attività di informazione presso le imprese agricole al fine di creare una maggiore consapevolezza riguardo le modalità che consentono un uso più efficiente della risorsa idrica.

Si deve favorire, altresì, la cooperazione tra gli agricoltori e i portatori d’interesse al fine di ottenere risultati positivi in merito alla tutela delle acque.  Ad ogni il modo, il Parlamento evidenzia come a causa dei cambiamenti climatici e della necessità di garantire la sicurezza alimentare, l’agricoltura deve disporre di quantitativi sufficienti di acqua attraverso, ad esempio, la creazione di riserve per i periodi di siccità o nei quali le colture e gli allevamenti richiedono un surplus di risorse idriche. L’agricoltura resta il settore che assorbe la maggiore quantità di acqua in quanto questa costituisce insieme alla terra un fattore primario di produzione per cui il Parlamento dichiara che occorre garantirne la conservazione e l’uso sostenibile tramite gli strumenti previsti dalla Politica Agricola Comunitaria.

Il Parlamento europeo ritiene, inoltre, che la domanda crescente di acqua richiede investimenti urgenti nell’irrigazione e chiede alla Commissione di favorire l’accesso a soluzioni di pronto intervento nel caso dei periodi di mancanza di acqua tramite la creazione di bacini artificiali e sistemi di raccolta dell’acqua e sviluppando tecniche innovative di irrigazione. Allo stesso tempo sottolinea l’importanza del trasferimento di conoscenze e tecnologie relative alle pratiche di conservazione, raccolta, gestione e trattamento delle risorse idriche. La risoluzione mostra anche apprezzamento per gli sforzi finora compiuti da agricoltori e selvicoltori per migliorare lo stato di qualità delle acque.

Secondo Coldiretti questa posizione dell’Ue è molto importante in quanto evidenzia che esiste una consapevolezza da parte delle istituzioni comunitarie del fatto che l’agricoltura - per poter svolgere il suo ruolo produttivo e di tutela ambientale - ha necessità di  contare su quantitativi adeguati di acqua, senza i quali non è possibile garantire non solo l’autosufficienza alimentare, ma anche gli standard di qualità degli alimenti richiesti dai consumatori e dalla legislazione vigente.

La risoluzione chiede, poi,  alla Commissione europea e ai governi nazionali una maggiore  trasparenza nelle tariffe utilizzando un sistema importato ai principi "chi inquina paga" e "chi usa paga", sottolineando, tuttavia, che "occorre tenere conto delle problematiche sociali nel determinare le tariffe per l'acqua".

Secondo i parlamentari europei, inoltre, i sussidi che hanno un impatto negativo sulla gestione dell'acqua dovrebbero essere rivisti, cosi come l'assegnazione dei fondi comunitari al settore idrico o alle attività a elevato consumo di acqua dovrebbero dipendere dai piani di gestione delle acque previsti.

Il Parlamento ha sottolineato che "una politica di igienizzazione dell'acqua e di gestione delle acque reflue rispettosa dell'ambiente e vantaggiosa dal punto di vista economico deve affrontare l'inquinamento alla fonte" e pertanto incoraggia un uso più ampio delle acque reflue e chiede l'obbligatorietà, in tutta l'Ue e per tutti i settori, della misurazione dell'acqua.

I deputati hanno proposto che le bandiere blu europee già in uso per le spiagge per segnalare la qualità dell'acqua siano estese a tutte le aree di balneazione in Europa, inclusi fiumi e laghi.

Inoltre, è stato evidenziato come l'esplorazione e l'estrazione del gas di scisto comportano "i rischi notevoli" sia per le acque di superficie sia per le acque sotterranee. Pertanto, il Parlamento chiede alla Commissione di garantire che tali attività d'estrazione siano precedute da uno studio d'impatto ambientale. In sostanza, la risoluzione rappresenta il contributo del Parlamento al Bluprint sulla salvaguardia delle risorse idriche europee che la Commissione pubblicherà a novembre.

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