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Agrofarmaci

Ma i fitofarmaci sono da considerarsi sicuri?

Premesso che, oggi, tutte le imprese agricole sono tenute a rispettare una normativa molto rigorosa in merito all’utilizzo dei fitofarmaci derivante sia dalla legislazione comunitaria di settore che dalle disposizioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, per cui i fenomeni di deriva e di contaminazione nonché l’eventuale superamento degli LMR negli alimenti sono da attribuirsi ai soli casi in cui il fitofarmaco viene impiegato in maniera scorretta e non professionale, l’adesione volontaria di molte imprese alle misure agroambientali sostenute dalla Politica Agricola Comunitaria tramite i Piani Regionali di Sviluppo Rurale, ha fortemente incentivato la presenza sul mercato di alimenti ottenuti con processi di produzione sostenibili.
Si sottolinea, peraltro, come il pericolo legato all’impiego di fitofarmaci in agricoltura non è tanto legato alle proprietà fisico-chimiche del prodotto, ma soprattutto a fattori comportamentali, occupazionali ed ambientali. Il ricorso a pratiche agronomiche corrette e l’uso di dispositivi di protezione individuale da parte dei lavoratori agricoli che li somministrano comporta che non sempre il pericolo nell’uso di tali prodotti si trasformi in un rischio effettivo per  l’agricoltore o per i consumatori. 
Oltretutto, la PAC sia con le misure agroambientali che con la revisione della legislazione comunitaria in materia di fitofarmaci, attualmente in discussione, volta a garantire un uso sostenibile degli stessi comporterà nel breve periodo sempre maggiori standard di sicurezza: in particolare, l’UE intende rendere obbligatorio il ricorso alla lotta integrata entro il 2014 per tutte le imprese agricole trasformando quello che è attualmente un impegno, volontario, in un obbligo.
Infine, in merito al problema molto dibattuto relativo al possibile nesso causa-effetto tra esposizione ai fitofarmaci ed alcune patologie, le ricerche condotte anche negli Stati Uniti, sembrano evidenziare, in alcuni casi, ad es., tra le persone che lavorano in agricoltura, il manifestarsi, di un maggior numero di casi, di alcuni tipi di patologie, rispetto ad altri individui che hanno analogo stile di vita o che  risiedono in un contesto ambientale similare.
Resta, però, difficile, e questo è un limite delle ricerche condotte in questo campo, stabilire con certezza se sia proprio l’esposizione ai fitofarmaci la causa scatenante della patologia, perché é difficile isolare la variabile dell’utilizzo della sostanza da altre cause che possono determinare la malattia (ad es. lo stile di vita della persona: se è un fumatore o se assume alcol in forti quantità; se vive in un contesto inquinato da altre sostanze a rischio; se ha una predisposizione genetica alla malattia; se vive in condizioni ambientali a rischio ecc…).

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