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Cambiamenti Climatici

Clima, passi avanti dalla Conferenza di Marrakech

01/12/2016

Sì è conclusa la 22esima Conferenza delle Parti di Marrakech (COP22) sul clima. I rappresentanti di quasi 200 Stati si sono incontrati in Marocco per la riunione annuale organizzata dalle Nazioni Unite nell’ambito della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici (UNFCC),  per discutere della rapida ratifica ed entrata in vigore dell’Accordo di Parigi, diventato legge internazionale lo scorso 4 novembre.

Il Commissario europeo per l’Azione per il Clima e l’Energia, Miguel Arias Cañete, ha dichiarato che i progressi compiuti nella conferenza di Marrakech rappresentano la prova che a livello mondiale si sta proseguendo nell’azione per il clima. Tutti i segnali lasciano sperare, quindi, che  l’Accordo di Parigi otterrà a livello internazionale tutto il supporto necessario e che la transizione ad un sistema mondiale di produzione energetica “pulita”  resta ancora l’obiettivo principale. L’Europa, pertanto, continuerà a fare da apripista ad un sistema economico sostenibile e competitivo.

Fra i risultati della Conferenza c’è la “Proclamazione di azione di Marrakech”, un documento che costituisce un appello ad un impegno politico il più alto possibile nella lotta al cambiamento climatico, finalizzato alla trasmissione di un messaggio di unità, globale e continuativa per il raggiungimento degli obiettivi di Parigi e per la transizione globale ad un sistema economico a basso contenuto di carbonio.
Un altro risultato della conferenza è stato il “Piano di lavoro di Parigi”, un rule book di implementazione dell’Accordo su cui le Parti hanno compiuto passi in avanti concentrandosi, in particolare, sulla trasparenza e sui risultati cui si ambisce in un ciclo di 5 anni. È stata inoltre predisposta una tabella di marcia per fare in modo che tale piano di lavoro sia pronto per il 2018.

Per quanto riguarda il cosiddetto “pacchetto solidarietà”, le Parti si sono adoperate per raggiungere l’intesa sulle questioni di Finanza climatica (roadmap 2020), accogliendo positivamente  l’impegno dei Paesi in via di sviluppo a compiere sforzi ulteriori e ad incrementare la contribuzione pubblica da destinare alla finanza climatica. Per quanto riguarda i progetti di finanza climatica a lungo termine, le Parti hanno accolto i progressi compiuti dai donatori per il raggiungimento dell’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari ogni anno dal 2020, e li hanno esortati ad aumentare i finanziamenti. È stato inoltre evidenziato positivamente che la valutazione del 2016, compiuta dal Comitato Permanente Finanze delle Nazioni Unite con cadenza biennale, ha sottolineato un incremento dei flussi finanziari destinati alle azioni per il clima.

Per quanto riguarda i Fondi di adattamento, gli Stati hanno mostrato il loro impegno a supportare i partner più “vulnerabili” nell’affrontare gli impatti del cambiamento climatico. Vari Stati Membri – Germania, Belgio, Italia e Svezia – hanno annunciato il loro contributo a tale fondo, che attualmente ammonta ad 81 milioni di dollari. Sul “Capacity building”, inoltre, sono stati concordati gli elementi finali che permetteranno al Paris Committee on Capacity di cominciare i suoi lavori nel 2017. Il Comitato giocherà un ruolo importante aiutando lo sviluppo e il rafforzamento delle capacità necessarie ai Paesi in via di sviluppo per implementare i loro piani locali di azione climatica. Un’altra importante decisione è stata adottata nell’ambito del Meccanismo internazionale di Varsavia di perdita e danneggiamento, prevedendo una  revisione del meccanismo che si occupa dei problemi legati a perdite e danneggiamenti derivanti dagli impatti climatici. Tale meccanismo aumenterà il suo potenziale e la sua efficacia, per esempio, mediante la collaborazione con un’ampia gamma di enti ed autorità. La Decisione conferma poi l’impegno condiviso delle Parti ad affrontare la problematica dei Paesi più vulnerabili.

Per quanto riguarda, infine, il Programma di azione,  Paesi, Stati, regioni, città e organizzazioni si sono riunite sotto l’egida del Global Climate Action Agenda quale trampolino di lancio per iniziative di azione climatica. L’UE, ad esempio, ha rilasciato una serie di annunci durante la conferenza, compreso un contributo di 40 milioni da parte della Germania e 20 milioni da parte della Commissione europea, a supporto dell’iniziativa InsuResilience che mira ad incrementare l’accesso diretto o indiretto alla copertura assicurativa contro gli impatti del cambiamento climatico fino a 400 milioni per i soggetti più vulnerabili nei Paesi in via di sviluppo a partire dal 2020. Sempre L’UE ha poi riaffermato la sua leadership nel supporto al continente africano nella lotta al cambiamento climatico e nella promozione delle energie rinnovabili, oltre ad impegnarsi a facilitare gli investimenti che incrementeranno la generazione di elettricità prodotta da fonti rinnovabili di almeno 5 giga watt, a partire dal 2020.

Marocco, Germania, Francia, Spagna e Portogallo, inoltre, hanno siglato una tabella di marcia per il commercio di elettricità sostenibile, che mira ad identificare le barriere esistenti nel commercio energetico fra i 5 Paesi firmatari e suggerire mezzi per superarle.
Il Piano Europeo per gli Investimenti Esterni, annunciato questo autunno, stimolerà, infine, gli investimenti pubblici e privati fino a 44 miliardi nella zona Africana e nella zona di vicinato UE.
Le Parti dell’Accordo di Parigi si incontreranno nuovamente nel 2017 per valutare i progressi ed i risultati derivanti dall’implementazione del programma di lavoro.

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