Ignora comandi barra multifunzione
Torna a contenuto principale
Ambiente e Territorio > Tematiche > Certificazione Ambientale

Certificazione Ambientale

Regolamento EMAS III: quali novità per le imprese

23/09/2010

Con la pubblicazione sulla GUCE del 22 dicembre 2009 del regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio 1221/2009/CE, le istituzioni comunitarie hanno adempiuto, in extremis, all’impegno pubblicamente assunto in molte occasioni di portare a termine la seconda revisione dell’EMAS entro l’anno 2009. Il nuovo Regolamento abroga espressamente non soltanto il precedente 761/2001/CE (EMAS II), ma anche la decisione della Commissione 2001/681/CE, contenente orientamenti per la sua attuazione, la decisione 2006/193/CE, recante norme sull’utilizzo del logo, nonché due Raccomandazioni di accompagnamento (2001/680/CE e 2003/532/CE), condensando nel testo ufficiale tutti i requisiti per la propria applicazione.
Il regolamento, cosiddetto EMAS III, è entrato in vigore l’11 gennaio del 2010, divenendo immediatamente obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati membri. E’ previsto un periodo transitorio, secondo cui le organizzazioni registrate in conformità al regolamento del 2001 continueranno a figurare nel registro EMAS. Fin dalla prossima verifica prevista, quindi, i verificatori dovranno controllare se le organizzazioni registrate risulteranno conformi ai nuovi requisiti. Se la verifica di un’organizzazione registrata è prevista prima dell’11 luglio 2010, la data può essere prorogata di sei mesi, previo accordo tra il verificatore ambientale e gli organismi competenti.
Una prima novità, a lungo attesa, riguarda l’estensione geografica del campo di applicazione del Regolamento EMAS (come sancito all’art. 1) al di fuori dei confini dell’UE. Con questa innovazione, il Legislatore europeo mira esplicitamente a conseguire l’obiettivo che lo schema non solo sia riconosciuto, ma anche attuato a livello mondiale, tentando così un salto di qualità che possa attrarre le organizzazioni dei Paesi extra-europei (interessate ad esportare nel mercato comunitario) e le multinazionali con sedi in altri continenti (che finora hanno preferito la certificazione ISO 14001).
Uno dei principali obiettivi del processo di revisione è stato l’ampliamento del numero di organizzazioni aderenti. Per ottenere questo risultato, le modifiche introdotte sono state concepite primariamente per abbattere le barriere alla registrazione per le organizzazioni di piccole dimensioni che, come è noto, nei numeri rappresentano un target maggioritario rispetto alle grandi imprese. Una delle principali novità riguarda la durata della registrazione e della frequenza delle verifiche per le PMI. L’articolo 7 prevede che un’organizzazione di piccole dimensioni possa richiedere all’organismo competente di prolungare la durata massima triennale della registrazione fino a quattro anni e la frequenza annua delle sorveglianze fino a due anni, purché il verificatore confermi che sono state rispettate le seguenti condizioni:

  • non esistono rischi ambientali significativi;
  • l’organizzazione non ha in programma modifiche sostanziali (si veda la nota precedente);
  • l’organizzazione non contribuisce a problemi ambientali significativi a livello locale.

Il nuovo Regolamento, inoltre, propone indicazioni specifiche per la verifica delle piccole organizzazioni, prevedendo all’art. 26 che il verificatore debba accettare deroghe ed eccezioni alla convenzionale struttura di un sistema di gestione ambientale basato su procedure scritte e modalità organizzative formalizzate, valorizzando invece aspetti tipici delle realtà di minori dimensioni, come ad esempio: comunicazione diretta e informale, personale polivalente (che ricopre più funzioni, ambientali e non), formazione erogata attraverso affiancamento sul posto di lavoro e, soprattutto, documentazione limitata.
Per controbilanciare il considerevole impegno richiesto alle organizzazioni in termini di concreta garanzia e mantenimento nel tempo della conformità normativa, è stata introdotta nell’art. 32 del nuovo Regolamento la richiesta agli Stati Membri di offrire assistenza nell’adempimento degli obblighi normativi, in termini di facilità di accesso all’informazione relativa a tali obblighi e di attivazione di canali di comunicazione (ad esempio per ottenere chiarimenti) fra le organizzazioni interessate ad EMAS e le autorità responsabili dell’applicazione degli obblighi stessi. Questo ruolo potrà essere giocato direttamente dagli organismi competenti, oppure da altri enti di supporto opportunamente identificati dagli Stati Membri. E’ immediata, in questo senso, la connessione con il Programma di Assistenza alla conformità normativa per le PMI (ECAP) della Commissione Europea che peraltro, indica proprio in EMAS uno degli strumenti più efficaci per supportare le piccole organizzazioni nel mantenersi aggiornate su (ed adempiere a) requisiti di legge.
Dalla revisione emerge chiaramente l’intenzione di “responsabilizzare” gli Stati Membri sulle iniziative di sostegno a EMAS: dalla richiesta di introdurre incentivi a favore delle organizzazioni registrate, come l’accesso ai finanziamenti o a sgravi fiscali (che peraltro si suggerisce di condizionare alla capacità di dimostrare un reale miglioramento delle prestazioni ambientali da parte dei beneficiari), all’obbligo di sviluppare e attuare forme di semplificazione normativa a favore delle organizzazioni registrate, fino alla piena valorizzazione di EMAS nell’ambito delle attività normative, di controllo e di gestione degli appalti e acquisti pubblici. In secondo luogo, una serie di innovazioni mirano a favorire e agevolare il completamento del percorso EMAS, poggiandolo su altre forme di certificazione intermedie o alimentandolo attraverso forme di cooperazione e networking.

Torna alle Notizie

Licenza Creative Commons
I documenti INTERNI e le pagine di cui si compone questo sito sono soggetti alla licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.5 Italy. Ogni utilizzo del contenuto al di fuori dei termini di licenza è esplicitamente proibito e perseguibile a norma di legge.