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Fertilizzanti

Cambiano le norme per i fertilizzanti

21/06/2010

E’ stato emanato, dopo due anni di lavoro da parte del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il nuovo decreto legislativo in materia di fertilizzanti che abroga e sostituisce il d.lgs. 217/06. Il precedente dispositivo era stato, infatti, oggetto di un contenzioso con l’Unione europea in quanto, trattandosi di norme tecniche, non era stato notificato dall’Italia alla Commissione. Si è reso necessario quindi attivare una nuova procedura di approvazione delle nome nazionali sui fertilizzanti rispondente a quanto richiesto da Bruxelles.

Il nuovo decreto legislativo non differisce in modo sostanziale dal precedente se non per due aspetti: a) l’introduzione del principio del mutuo riconoscimento esteso ai prodotti legittimamente fabbricati ovvero commercializzati in altri Paesi dell’Ue nei Paesi sottoscrittori dell’Accordo dello Spazio economico europeo e in Turchia; b) l’introduzione di una tariffa di 3000 euro a carico di coloro che presentano  domanda di immissione in commercio di nuovi prodotti o la richiesta di definizione di nuovi tipi di fertilizzanti. La tariffa è finalizzata a coprire le spese dei consumenti della Commissione tecnica che esaminano le domande di registrazione di tali prodotti.

Gli allegati al decreto legislativo riportanti l’elenco dei fertilizzanti autorizzati ad essere immessi in commercio è rimasto immutato. Per quanto concerne l’andamento del settore l’ultimo rapporto pubblicato dall’Istat evidenzia che tra il 1999 e il 2008 la distribuzione dei concimi presenta una diminuzione sia per i formulati minerali semplici (-16,7%) sia per i prodotti composti (-29%). Si registra, invece, un aumento per i formulati organici (+38,5%) e una riduzione per i prodotti organo-minerali (-19,6%).

Fra gli ammendanti, gli incrementi maggiori risultano quelli relativi ai formulati misti e torbosi (rispettivamente +4,6 e +2,1 milioni di quintali). E’ da segnalare, inoltre, come alla diminuzione dei prodotti minerali corrisponda un consistente incremento dei formulati organici (concimi e ammendanti). L’analisi territoriale evidenzia che il 60,6% della distribuzione dei fertilizzanti si concentra al Nord mentre  il 15,5% al Centro e il restante 23,9% nel Mezzogiorno.

E’ interessante,  inoltre, come dai dati Istat emerga che l’urea, a causa dell’elevato prezzo di acquisto, registra nel 2008 una flessione nei consumi rispetto al 2007 del 7,2% . Il trend decrescente nei consumi di urea ci è stato confermato anche a seguito di un’indagine condotta da Coldiretti sull’uso dei fertilizzanti soprattutto per quanto riguarda le imprese agricole residenti nelle regioni settentrionali che, a fronte di un ampio uso dell’urea in passato, ne hanno ridotto sensibilmente il consumo, per una ragione di costi, a favore di altre sostanze alternative (quali ad esempio la Cornunghia e la borlanda da melasso, classificati dal decreto legislativo di disciplina dei fertilizzanti, come concimi organici azotati).

Pertanto, in linea generale, la dinamica distributiva dei fertilizzanti appare in sintonia con gli orientamenti di Politica Agricola Comunitaria, miranti a sviluppare l’impiego di ammendanti e concimi organici in sostituzione dei prodotti minerali di sintesi, al fine di migliorare la qualità produttiva, la salvaguardia della salute e il rispetto dell’ambiente.

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