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Fertilizzanti

Revisione delle norme sui concimi, esperti al lavoro per raggiungere una posizione comune

10/07/2012

In Commissione Europea è iniziato il processo di concertazione relativo alla revisione del  Reg. (CE) n. 2003/2003 sui concimi. Allo scopo sono stati istituiti quattro gruppi di lavoro tecnici a cui sono stati invitati sia gli esperti nominati dal nostro Ministero delle Politiche agricole, sia quelli delle industrie maggiormente coinvolte, al fine di condividere i primi risultati preliminari e concertare una possibile posizione comune.

I primi risultati degli incontri sono stati illustrati dai rappresentanti stessi dei gruppi di lavoro in occasione di una recente riunione della Commissione tecnico-consultiva per i fertilizzanti. In particolare, sembra a buon punto la nuova definizione del regolamento stesso: “Regulation on fertilisers, liming materials, soil improvers, growing media e bio-stimulants”. Il testo sarà strutturato in una parte centrale generale (articolato) e in parti più specifiche relative alle diverse categorie dei prodotti (Annexes). La discussione in atto riguarda, tra l’altro, le possibili definizioni da utilizzare per i fertilizzanti inorganici e i fertilizzanti organici.

Tra le diverse opzioni per la definizione di fertilizzanti inorganici, discussa nell’apposito gruppo di lavoro in sede europea (Wg1), la Commissione Tecnico-Consultiva ha concordato all’unanimità con la seguente: “Inorganic fertiliser means a fertiliser of mineral or synthetic origin”.

Relativamente alla definizione di concime organico, invece, sembra che la concertazione in ambito di Wg1 non si sia ancora conclusa, ma a questo riguardo, la Commissione nazionale ha espresso l’opinione che la dicitura migliore sia quella che sottolinea l’origine animale e vegetale del prodotto e non semplicemente l’origine organica, esprimendo, pertanto, un parere concorde con la seguente definizione di concime organico: “Organic fertiliser means a fertiliser of plant, animal natural origin”.

Altra problematica è quella relativa ai fertilizzanti organo-minerali e a come saranno normati nel nuovo regolamento. In virtù dell’importanza di questi prodotti in Italia è auspicabile, infatti, che questi trovino adeguato spazio. La definizione che verrà data ai concimi organo-minerali e i parametri richiesti dal nuovo regolamento ai fini del loro inquadramento, saranno, infatti, aspetti determinanti al fine di garantire ai produttori italiani l’effettiva possibilità di commercializzazione di tale tipologia di concimi.

Altra questione in discussione è quella relativa all’uso dei fanghi; questa opzione, infatti, è caratterizzata da una certa perplessità da parte dei paesi del nord Europa. Tuttavia la materia è già oggetto di regolamentazione a livello europeo a cui, in ogni caso, si dovrà continuare a fare riferimento.

Un altro aspetto in discussione riguarda la modalità con cui dovrà essere espresso il contenuto dei nutrienti (in sostanza secca o tal quale). Una possibilità percorribile potrebbe essere quella di stabilire un contenuto minimo del nutriente “sul secco”, riportando, però, in etichetta il contenuto sul tal quale. Anche per quanto riguarda l’efficacia agronomica, si procederà alla fissazione di opportuni criteri.

Altri elementi in fase di discussione riguardano le modalità di definizione dei nuovi fertilizzanti; se i prodotti già in commercio possono considerarsi in qualche modo già collaudati senza ulteriori controlli di efficacia e se sia opportuno inquadrare il rilascio di azoto non solo in termini di efficacia agronomica, ma anche di impatto ambientale, anche in relazione alla direttiva sui nitrati.

Particolarmente importante, inoltre, appare la questione relativa alla sicurezza dei prodotti per l’uomo e per l’ambiente, visto che resta ancora da chiarire a chi competerà la valutazione (Stato Membro o Commissione). Su questo aspetto i produttori di fertilizzanti italiani si esprimono a favore di una legislazione effettivamente in grado di garantire la sicurezza dei prodotti immessi sul mercato, visto che su questo terreno si giocherà effettivamente la partita dell’innovazione.

Per quanto riguarda inquinanti e contaminanti organici, dall’ultimo incontro dell’apposito gruppo di lavoro è emersa la volontà comune di creare una lista di elementi definendo dei valori limite (è ancora in discussione la possibilità di indicarli in etichetta).

Per quanto concerne i contaminati organici la proposta che ha ottenuto maggior consenso è quella di utilizzare dei marker, ma l’intenzione, al momento è di raccogliere ancora maggiori informazioni al riguardo. Per quanto riguarda il loro contenuto, comunque, è stato già deciso che si esprimerà “sul secco”.

In conclusione, per quanto riguarda il quarto gruppo di lavoro istituito (Wg4), che ha il compito di formulare proposte relativamente ai requisiti di etichettatura obbligatoria e facoltativa per ogni categoria di prodotto che verrà trattato nel futuro regolamento comunitario, sono in corso approfondimenti in merito a quale forma di espressione del contenuto nutrizionale (elementare, di ossido o entrambi) dovrebbe essere utilizzata e relativamente ai metodi alternativi per la determinazione della cinetica di rilascio di azoto, essendo gli attuali metodi analitici non sufficientemente affidabili.

Sempre in discussione sono, inoltre, le modalità di dichiarazione del calcio e del magnesio nei liming materials e l’opportunità di semplificare le dichiarazioni in etichetta delle forme di azoto, fosforo, potassio, calcio, magnesio, sodio, zolfo e micronutrienti. Una riflessione, infine, è in corso su quali registri vanno mantenuti dai fabbricanti e importatori per consentire la verifica della conformità dei prodotti immessi sul mercato con le esigenze del futuro regolamento.

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