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Natura e Biodiversità

Piani di sviluppo rurale, assegnati 150 milioni per la tutela del patrimonio genetico in agricoltura

06/08/2015

Nell’ambito della nuova programmazione 2014-2020, i Psr destinano rilevanti risorse finanziarie per la salvaguardia delle risorse genetiche e delle razze autoctone a rischio estinzione. La tutela dell'agrobiodiversità è, infatti, una delle priorità delle politiche di Sviluppo rurale. Confermando quanto già previsto nel precedente periodo di programmazione, si prevedono dunque specifici aiuti per le imprese agricole che intendono investire nella conservazione delle razze autoctone minacciate di abbandono e nelle risorse genetiche vegetali minacciate di erosione genetica. Tali programmi promuovono anche interventi mirati, concertati e di accompagnamento a favore della conservazione, dell'uso e dello sviluppo sostenibile delle risorse genetiche in agricoltura.

I Programmi di sviluppo rurale finanziano tali attività  nell'ambito della misura relativa ai pagamenti agro-climatico-ambientali attraverso le azioni 10.1 Pagamento per impegni agro-climatico-ambientali e 10.2 Sostegno per la conservazione, l'uso e lo sviluppo sostenibili delle risorse genetiche in agricoltura. Tutte le Regioni hanno previsto l'attivazione di queste azioni nei Psr 2014-2020. Sono azioni che mirano ad incentivare  l'allevamento di razze autoctone, geneticamente adattate ai sistemi produttivi tradizionali, che sono minacciate di abbandono nonché di interventi che sono legati alla protezione delle risorse genetiche vegetali, naturalmente adattate alle condizioni locali e regionali, minacciate di erosione genetica.

Per quanto concerne l'allevamento di razze animali locali in via di estinzione, è previsto uno specifico sostegno a favore delle imprese agricole che decidono di allevare in purezza i capi per il numero di Uba per il quale è stato riconosciuto l'aiuto mentre, in relazione alla coltivazione di varietà locali autoctone minacciate di erosione genetica, è previsto il pagamento di  aiuti per gli agricoltori che si impegnano  alla coltivazione e alla conservazione degli ecotipi locali.

Le razze animali e le varietà vegetali oggetto dell'intervento sono appositamente individuate nei Psr e fanno riferimento a registri e repertori regionali.  Oltre al sostegno diretto agli agricoltori custodi, i programmi di sviluppo rurale 2014-2020, prevedono, come già detto, il finanziamento di interventi di sistema a favore della conservazione, dell'uso e di sviluppo sostenibile delle risorse genetiche in agricoltura.

Si tratta di interventi a favore di enti ed istituti di ricerca pubblici e privati sulla base di indicazioni operative e di linee di intervento definite a livello regionale. Sono progetti legati alle attività di realizzazione di banche dei materiali riproduttivi, di definizione di idonee strategie di salvaguardia delle popolazioni a maggiore rischio di estinzione, di individuazione delle più idonee tecniche di allevamento, di altre azioni mirate, concertate e di accompagnamento all'identificazione, alla conservazione e tutela del patrimonio genetico autoctono nonchè per attività concernenti la conservazione "in situ" ed "ex situ" di materiale genetico quali la caratterizzazione, la creazione di reti per la conservazione, il risanamento fitosanitario, la riproduzione, la reintroduzione, la caratterizzazione, ecc.
In alcuni casi, le Regioni utilizzano le risorse dei programmi di sviluppo rurale per attivare le molteplici azioni previste dalla propria legge regionale sulla biodiversità di interesse agricolo (caratterizzazione, coltivatori custodi, banche del germoplasma, ecc.).

E’ utile, quindi, secondo Coldiretti, che, nell’ottica di valorizzazione delle produzioni legate al territorio italiano,  gli imprenditori agricoli valutino attentamente le opportunità offerte dai programmi di sviluppo rurale 2014-2020 attraverso i quali si potrà garantire la conservazione e la valorizzazione delle risorse genetiche animali e  vegetali e, soprattutto, potrà essere riconosciuto il ruolo fondamentale dell'agricoltore come custode della biodiversità. Le Regioni che più hanno investito in tali azioni sono: Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia che, rispettivamente con 30 e 15 milioni di Euro hanno stabilito il tetto di più alto di sostegno in assoluto.

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