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Ogm

Ogm tossici, il caso arriva in Parlamento

10/10/2012

Il caso degli Ogm tossici arriva in Parlamento. E’ stata presentata un’interrogazione affinché il Governo renda note le iniziative che intende assumere per fare pressione sulle istituzioni europee, al fine di creare le reali condizioni per arrivare ad un’ Europa Ogm free riconoscendo che ogni Stato possa autonomamente vietare sul proprio territorio la coltivazione di Organismi geneticamente modificati. 

La recente pubblicazione dello studio scientifico francese che dimostra gli effetti tossici e cancerogeni della varietà Ogm mais Nk 603 prodotta dalla Monsanto ha già indotto il Governo francese a chiedere l’adozione di misure che portino alla sospensione d’urgenza dell’autorizzazione ad importare il prodotto transgenico. Pertanto, è necessario che anche l’Italia si attivi in tal senso e richieda l’esercizio della clausola di salvaguardia, soprattutto, in conseguenza della sentenza della Corte di Giustizia Europea del 6 settembre scorso che ha bocciato il divieto generale di coltivazione Ogm.

Ad oggi, sono troppi i nodi connessi al transgenico ancora da sciogliere. Oltre ai rischi per la salute e l’economia del nostro Paese, che si contraddistingue per i suoi tradizionali prodotti tipici e di qualità, resta irrisolto il problema dell’impossibilità di coesistenza tra le colture Ogm con quelle convenzionali, posto che non esistono misure idonee ed efficaci per evitare la contaminazione.

Ulteriore questione che viene evidenziata nell’interrogazione parlamentare è il sopravvento sconsiderato dell’attività lobbistica delle multinazionali, che pretendono di poter decidere sull’alimentazione e sono di ostacolo alla  ricerca indipendente a causa della presenza dei brevetti sui semi detenuti. La volontà delle multinazionali di trarre profitto dal transgenico, a prescindere dalle conseguenze che derivano dalla loro coltivazione e commercializzazione, è già in passato risultata evidente nel caso dell’Ogm denominato Terminetor e prodotto dalla Monsanto, ossia uno dei gruppi economici più potenti del pianeta e proprietaria di più dell’80% dei prodotti transgenici finora creati.

Gli agricoltori che hanno utilizzato tale semente si sono trovati in un circolo vizioso di dipendenza dai costosi prodotti dell’impresa, dovendo acquistare i fertilizzanti chimici prodotti dalla stessa Monsanto che sono necessari per la coltivazione di tale Ogm e costretti a ricomprare nuove sementi ad ogni semina poiché da Terminetor nascono piante sterili.

Dunque, rispetto a tutte le gravi problematiche legate all’utilizzo di Organismi geneticamente modificati è chiara la necessità che il nostro Paese adotti i dovuti provvedimenti affinché sia rafforzato il principio sancito nella clausola di salvaguardia e gli Stati possano vietare le coltivazioni transgeniche.

A riguardo, nei prossimi giorni si riunirà la Task Forse per un’Italia libera da Ogm, di cui fa parte Coldiretti nonchè scienziati, organizzazioni del mondo agricolo, ambientalista e dei consumatori, che, anche in considerazione dei recenti studi francesi che dimostrano la dannosità degli Ogm, elaboreranno nuove iniziative in cooperazione con gli enti locali per contrastare l’utilizzo del transgenico.

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