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L'Occhio del consumatore

Agroalimentare, Coldiretti fa scuola in Cina

06/11/2014

Una delegazione di alti dirigenti del dipartimento commerciale della regione di Jilin ha chiesto espressamente di incontrare Coldiretti per uno scambio di informazioni relative al know italiano sulle tecniche di coltivazione ed allevamento e sull’esportazione in Cina di alimenti al 100% made in Italy. L’obiettivo dei rappresentanti asiatici è quello di avere delle prime informazioni sulle tecniche di produzione adottate in Italia su alcune filiere agroalimentari con specifico riferimento al frumento, al riso ed alla zootecnia.

L’incontro è stato un occasione per illustrare alla delegazione cinese gli elevati standard di produzione dell’agricoltura italiana sotto il profilo qualitativo sia in termini di sicurezza alimentare che di valorizzazione delle caratteristiche peculiari dei prodotti locali, nonché dell’adozione di tecniche a basso impatto ambientale. Ma è servito anche a capire come si sta sviluppando l’economia  cinese nel settore agroalimentare e per verificare i margini di interesse dei consumatori cinesi ad acquistare alimenti made in Italy, nonché avere indicazioni  sulle strategie più idonee per  conquistare il mercato asiatico.

Dal meeting è emerso che ci sono ottime prospettive per gli esportatori italiani,  in quanto i consumatori cinesi appartenenti al ceto medio alto sono interessati a tutto ciò che appartiene al cibo Made in Italy. Coldiretti ha illustrato le linee su cui si muove la politica agricola italiana e comunitaria in generale, in particolare su grano tenero, grano duro, soia, mais, allevamenti e sistemi innovativi di commercializzazione con illustrazione del progetto Campagna Amica.

L’incontro ha consentito di verificare che anche l’agricoltura cinese si sta orientando verso una produzione con più elevati standard di qualità in termini igienico sanitari ed ambientali. L’alimentazione animale fa, però, ancora uso delle farine animali soprattutto nel settore avicolo. La cooperazione e l’associazionismo sono scarsamente diffusi. La vendita di frutta e verdura avviene soprattutto nei mercati rionali mentre gli alimenti trasformati sono in vendita presso i supermercati. Gli ogm sono una realtà limitata ed il dibattitto nel paese è ancora in corso.

Altro aspetto interessante è che gli imprenditori agricoli italiani che intendono esportare in Cina devono conoscere molto bene la domanda del mercato locale ed appoggiarsi ad un partner o ad un’autorità del posto in quanto i gusti dei consumatori cinesi sono rivolti ad alcuni alimenti aventi specifiche caratteristiche. Molto interesse ha manifestato la delegazione cinese per il progetto Campagna Amica, visto l’aspetto fortemente innovativo di affidare la distribuzione dei prodotti agricoli ai mercati degli agricoltori.

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