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L'Occhio del consumatore

Il Ministero delle Politiche agricole ribadisce l’indicazione dell’origine sugli alimenti

11/09/2014

Il Ministero delle Politiche agricole ribadisce la necessità dell’indicazione d’origine sugli alimenti. L’ufficio legislativo del Mipaaf ha fornito una risposta congiunta alle interrogazioni parlamentari presentate dagli On. Cova, Mongiello, Realacci e Terzoni sulle questioni relative all’origine dei prodotti agroalimentari ed in particolare delle carni suine, a seguito della mobilitazione condotta da Coldiretti.

Il Ministero ribadisce la propria posizione, più volte sostenuta in sede europea, secondo cui l’indicazione obbligatoria del Paese d’origine o del luogo di provenienza dei prodotti costituisce un presupposto fondamentale e indispensabile per salvaguardare l’identità e la competitività del nostro made in Italy. Si ricorda, a tal proposito, il ruolo centrale rivestito dall’Italia in sede europea ai fini dell’adozione del Regolamento di esecuzione della Commissione n. 1337 del 2013, che ha fissato i criteri di etichettatura per gli operatori del settore alimentare delle carni fresche, refrigerate o congelate di suino, ovino, caprino e di volatili e che ha disposto l’indicazione del Paese d’origine o del luogo di provenienza degli animali allevati o macellati.

Nel 2014 è stata presentata una nuova versione di tale regolamento, che prevede l’indicazione del luogo di nascita o di allevamento e macellazione dell’animale per le carni non trasformate. Il termine “origine”, tuttavia, può essere utilizzato solo per gli animali nati, allevati e macellati nello stesso Paese.

Un contributo importante in materia di origine è fornito dalla disciplina delle indicazioni e delle denominazioni geografiche protette, i cui disciplinari sono rispettati da oltre il 70 per cento dei produttori italiani di carni suine. I controlli sono distribuiti lungo l’intera filiera tra diversi organi di vigilanza e garantiscono, pertanto, la qualità e la provenienza delle produzioni.

Il Ministero, tuttavia, manifesta la necessità di una intensificazione della collaborazione e del coordinamento tra diverse Amministrazioni e ribadisce il ruolo centrale del Ministero della salute nella redazione del Piano Nazionale Integrato (Pni), a conclusione di un confronto tra il Ministero delle politiche agricole, il Ministero dell’Ambiente, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, i Nuclei del comando dei carabinieri, le Capitanerie di Porto, il Corpo forestale dello Stato e la Guardia di Finanza.

L’ufficio legislativo del Ministero delle politiche agricole ha ricordato, ad esempio, che nel corso del 2013 il Corpo forestale dello Stato ha avviato un’intensa attività d’indagine diretta a sanzionare il falso made in Italy che ha portato al sequestro di circa 600 tonnellate di prodotti e la comunicazione di oltre 170 notizie di reato alla Procura della Repubblica italiana.

Inoltre, ancora più di recente, la legge n. 116 del 2014 di conversione del decreto legge n. 91 del 2014 (Interventi a sostegno del Made in Italy), ha affidato al Ministero delle politiche agricole il compito di avviare una consultazione pubblica tra i consumatori al fine di verificare l’importanza rivestita dalle indicazioni sull’origine o sul luogo di provenienza dei prodotti agroalimentari e sulla materia prima agricola utilizzata nella preparazione degli stessi e di valutare in quali circostanze l’assenza di tali informazioni possa ritenersi ingannevole.

Degna di nota appare, inoltre, la sollecitazione, avanzata dallo stesso Ministero, di fare chiarezza sui concetti di “provenienza” e “origine” dei prodotti agroalimentari dal momento che la normativa europea attualmente in vigore non ne consente una precisa determinazione. Si tratta di temi particolarmente sentiti da Coldiretti e sui quali si pone la necessità di mantenere viva l’attenzione a garanzia dei consumatori e a tutela dell’agroalimentare made in Italy.

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